venerdì 5 ottobre 2007

Grillo e i Rom

Grillus hodie scripsit:
"Un Paese non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L'obiezione di Valium è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? Migrazioni selvagge di persone senza lavoro da un Paese all'altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom.E' un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Si poteva fare una moratoria per la Romania, è stata applicata in altri Paesi europei. Si poteva fare un serio controllo degli ingressi. Ma non è stato fatto nulla.Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari.Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati."

Inequivocabilmente oltraggioso... La stampa ultraconservatrice statunitense del secolo scorso scriveva cose identiche sugli italiani, sui "negri" (usavano solo questo termine) e sui portoricani. Nessuno sforzo di comprensione, nessun progetto di integrazione, nessun desiderio di conoscenze e approfondimento. Qui non siamo all'antipolitica, siamo all'anti-Ragione. E quando Goya dipinse il celebre "el sueno de la razon produce monstruos" prefigurava qualcosa di simile.
Per chi non lo avesse presente:
http://www.artehistoria.com/frames.htm?http://www.artehistoria.com/genios/cuadros/1793.htm

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La frase del mese

"Una volta Samuel Johnson disse: il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie" (Kirk Douglas in Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick)